.opinioni

TAGLIARE I COSTI DELLA SANITÀ CON L’ASSISTENZA DOMICILIARE

Per avere un risparmio economico e un sostegno alle famiglie

30 gennaio 2012 di Maurizio Lecci

TAGLIARE I COSTI DELLA SANITÃ CON LâASSISTENZA DOMICILIARE

L’invecchiamento della popolazione e la crisi delle economie occidentali, con conseguenti tagli delle risorse a disposizione, stanno determinando ripercussioni tali da rivedere il Sistema Sanitario e socio-assistenziale.
In questi anni l’obiettivo di Sanità Pubblica è quello di ridurre i ricoveri inappropriati, mantenendo la popolazione anziana al proprio domicilio e garantendone però una serie di servizi di supporto alle famiglie.
Per soddisfare i bisogni assistenziali della popolazione anziana “fragile” e tutelare al tempo stesso la salute in termini di efficacia, efficienza, qualità ed umanizzazione del trattamento, l’Assistenza Domiciliare rappresenta la soluzione principe.
Ma in cosa consiste l’Assistenza Domiciliare (AD)?
E’ un servizio fornito al cittadino direttamente a casa e comprende prestazioni socio-assistenziali, riabilitative, infermieristiche o mediche.
L’Assistenza Domiciliare può essere definita in tre livelli:
1° (psico-sociale) quando è destinata a persone parzialmente non autosufficienti o a rischio di emarginazione ed è caratterizzata dal riassetto della casa, igiene personale, acquisto dei pasti o pagamento delle utenze domestiche.
2°(sanitaria) quando è rivolta a persone non autosufficienti e prevede prestazioni mediche, infermieristiche riabilitative.
3° (Assistenza Domiciliare Integrata -ADI) è invece una fusione dei livelli precedenti, ed è rivolta a persone con situazioni più difficili.
La stato attuale dell’Assistenza Domiciliare prevede, per quanto riguarda l’erogazione, una integrazione fra le ASL (distretti sanitari) per l’assistenza medica-infermieristica-riabilitativa, e i Comuni (attraverso i Municipi) per l’assistenza psico-sociale.
Nel caso di città come Roma, i Municipi si avvalgono di convenzioni con cooperative private, alle quali mettono a disposizione risorse finanziarie che da Fondi Regionali arrivano ai Municipi. Fondi che in base al Rendiconto Bilancio 2010 di Roma Capitale erano di 21 Milioni di Euro per questa fattispecie di assistiti.
Ma come funziona il sistema?
La risposta potrebbe darcela qualsiasi famiglia che abbia provato a prendere contatti con la ASL o un Municipio, per garantire al proprio familiare non autosufficiente una assistenza domiciliare anche solo di 1° livello, famiglie che potrebbero raccontarci di liste di attesa infinite per accedere al servizio, con bisogni quasi sempre mai soddisfatti.
La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea la necessità di assistenze domiciliari accessibili, appropriate ed efficienti e che siano parte integranti del Sistema Sanitario.
Se vogliamo cambiare davvero in questo ambito dobbiamo puntare su una Assistenza Domiciliare potenziata da una maggiore integrazione e coordinamento tra tutti gli attori coinvolti (medici di famiglia, ospedali, ASL, servizi sociali, famiglie, volontariato).
A quel punto per implementare l’Assistenza Domiciliare di 1° livello e sappiamo quanto sia importante per i familiari di pazienti affetti dal Morbo di Alzheimer, solo per fare un esempio, si potrebbe ricambiare l’opera di cittadini che prestano volontariato in Associazioni certificate, con voucher regionali o comunali, spendibili a diversi livelli da corsi di formazione nel campo lavorativo, ad ingressi nei musei, voucher spendibili nelle farmacie comunali od altro. Esperienze riscontrate in altri Paesi europei, infatti, dimostrano l’efficacia di questa proposta, inoltre l’uso della teleassistenza e del telemonitoraggio, dedicate a soggetti che necessitano di assistenza più complessa, potrebbe garantire risultati interessanti e un risparmio concreto.
In un periodo storico di risorse limitate e con la necessità di trovare formule per il “controllo della spesa sanitaria”, una assistenza domiciliare così strutturata porterebbe i vari Comuni al risparmio di risorse finanziarie con diminuzione degli sprechi, a quel punto i fondi a disposizione verrebbero allocati per l’assistenza più complessa di 2° e 3° livello e quindi per cittadini più bisognosi, ed il tutto grazie alla semplice riqualificazione e valorizzazione del volontariato.

E’ la nostra proposta nella Sanità per cambiaredavvero, per garantire qualità e risparmio.

Maurizio Lecci, gruppo "Sviluppo, lavoro e sanità"

.altre opinioni

Indietro

Pagina 3 di 9

Vai
Avanti

.i nostri video

FAMIGLIE IN FESTA! seconda edizione

FAMIGLIE IN FESTA! seconda edizione

Auguri di Buone Feste da Cambiare Davvero

FAMIGLIE+IN+FESTA%21+seconda+edizione

Cambiamo Davvero Roma video integrale

FAMIGLIE+IN+FESTA%21+seconda+edizione

Roma da dimenticare

FAMIGLIE+IN+FESTA%21+seconda+edizione
  • Bandi e concorsi
  • Media Gallery
  • Iscriviti alla Newsletter